Via Marathon

(Costa di Abeta, gruppo del Pizzo d’Uccello)

La nuova via di oltre 1.000 metri di sviluppo è stata conclusa nel 2018 sulle pareti della Costa di Abeta, nel gruppo M.te Pizzo d’Uccello, da Bruno Barsuglia (Istruttore di Alpinismo del CAI di Lucca), Stefano Cambi e Alessandro Zerini (Istruttori di Alpinismo del CAI di Prato).
  • Difficoltà: 6b+/A1 max; 6a obbl. ( III RS3 )
  • Sviluppo: 1000 m
  • Esposizione: nord-est parte bassa – nord-ovest parte alta
  • Soste: 2 fix da 10 mm da collegare
  • Itinerario attrezzato con fix da 10 mm, chiodi e friend BD fino al n. 3
  • Materiale: 2 mezze corde da 60 metri, 11 rinvii e friend fino al n. 3 (BD)
  • Qualità roccia: da buona a ottima su tutte le lunghezze eccetto la n. 16 che richiede attenzione.

Avvertenze

  • In caso di necessità, dalla sosta n. 18 è possibile calarsi con 3 doppie fuori via (prima calata di 40 metri sulla dx, seconda 55 metri, terza 58 metri in obliquo a dx fino alla sosta n. 12).
  • Dopo periodi piovosi la parte bassa rimane bagnata a lungo.
Storia

“…in corrispondenza di un’altra spalla a quota 1.529 si scorge un lunghissimo diedro che si perde tra strapiombi. Al di sopra di questi è una cengia erbosa, che a sinistra attinge alla Cresta di Nattapiana…” ; “….un canale-rampa giallastro, proveniente dal basso, obliquo verso sinistra. È probabile che detto canale possa essere risalito fin dalla base della parete…”

Sono state queste poche righe lette sullo storico libro Alpi Apuane CAI-TCI del 1979 di A. Nerli che hanno fatto scattare in noi la curiosità di andare a esplorare questo angolo di parete più defilato della nord del Pizzo d’Uccello. Dopo diverse giornate di scalata e di esplorazione, dovute sia alla ricerca dei punti deboli della parete che allo sviluppo di oltre 1.000 metri di via, alle ultime luci del tramonto del 30 giugno 2018 abbiamo finalmente terminato questo nuovo itinerario.

In sintesi possiamo dividere la via in tre parti:

  • Parte bassa: prime 9 lunghezze (denominata “Ombre di pietra” per i giochi dell’ombreggiata sulla roccia) che risalgono il grosso canale lisciato dall’acqua fino al sentiero Zaccagna. Arrampicata prevalentemente su placca.
  • Parte mediana: 9 lunghezze (denominata “Centrale della fessura strapiombante”); inizia dopo un facile trasferimento di circa 60 metri dal sentiero Zaccagna e alterna placche a brevi muretti per arrivare al tratto chiave della via. Arrampicata esposta e impegnativa per fessura strapiombante, rampa obliqua e traverso esposto a sinistra fino al lungo e facile traverso che porta al centro del catino sopra gli strapiombi.
  • Parte alta: 7 lunghezze sul bel “Diedro Giallo”, citato da A. Nerli, che si conclude poco prima di incontrare l’uscita del Costone Alberato e poi da qui alla cengia erbosa che su terreno infido apuano conduce alla Cresta di Nattapiana.

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