La valle di Orto di Donna, comunemente conosciuta come Val Serenaia, è stata oggi teatro di un gravissimo episodio di intimidazione nei confronti dei partecipanti a una “camminata consapevole” contro l’escavazione selvaggia promossa dall’associazione Apuane Libere, alla quale avevano aderito, per il CAI, la Commissione regionale Tutela Ambiente Montano oltre a diverse sezioni e gruppi o singoli soci dell’area apuana.
L’iniziativa, che faceva seguito a quella promossa dallo stesso CAI con molte altre associazioni lo scorso 24 maggio nella valle di Arnetola, ha visto la partecipazione di oltre 300 persone ed è stata accompagnata da una contromanifestazione, peraltro non autorizzata ma che non ha comportato incidenti o problemi di rilievo. Al ritorno alle auto però gli ambientalisti hanno avuto l’amara sorpresa di trovarne molte (almeno una trentina) danneggiate con calci e graffi: un vero e proprio atto intimidatorio, più che vandalico, di cui sono rimaste vittime anche la consigliera regionale della Toscana Diletta Fallani e la presidente della sezione CAI di Carrara Lucia Geloni.
Comprendiamo che sulla questione dell’escavazione in Val Serenaia, come in tante altre aree delle Apuane, la posizione delle associazioni che hanno a cuore l’integrità della montagna è ben diversa da quella che possono sostenere ed esprimere gli imprenditori e i lavoratori del marmo, ma rispondere con atti simili a una manifestazione pacifica è fuori da ogni logica di confronto libero e democratico e riconduce piuttosto a metodi intimidatori di ben altra origine e cultura. Decisamente, questo episodio evidenzia come una parte del territorio apuano sia trattata alla stregua di una una proprietà privata entro la quale è abolita ogni manifestazione di dissenso all’escavazione.
Per questo il CAI regionale, oltre alla piena solidarietà ai proprietari delle auto danneggiate, condanna senza mezzi termini l’accaduto e invita anche i vertici del Parco delle Apuane a esprimersi in merito e a operare concretamente, nell’ambito delle proprie competenze e possibilità, affinché tali episodi non abbiano più a ripetersi.
GR CAI Toscana










